Incerto mondo

Enrico Campofreda

Pedofilia e turismo sessuale piaghe mondiali

Pedofilia e turismo sessuale piaghe mondiali

Fra le tristi storie che giungono dall’Afghanistan è da tempo nota, perché ha anche riempito le cronache del terrorismo kamikaze cui talvolta sono costretti, quella dello sfruttamento sessuale di bambini e ragazzi. In parte legata alla condizione di miseria in cui versa la popolazione di isolate province rurali che conduce le famiglie a cedere per denaro la prole maschile per appagare i turpi desideri di ricchi e potentati, secondo l’antica usanza tribale del cosiddetto bacha bazi. Si tratta di un bambino-oggetto, anzi a rigor di traduzione ‘giocattolo’, purtroppo in molti casi giocattolo sessuale di adulti. Una violenza che si consuma nel chiuso delle case. Mentre durante i festeggiamenti di matrimoni tribali è possibile vedere la danza d’un bacha bazi adolescente, che si muove sinuosamente su un tappeto, sostenuto dal battito ritmato delle mani degli invitati. I suoi gesti sono morbidi e flessuosi, l’abbigliamento e il trucco non lasciano dubbi sull’orientamento sessuale assunto dal bambino cresciuto in quel ruolo. Nella più squallida protervia i proprietari di questi schiavi sessuali e di divertimento rilanciano una tradizione che si perde nei secoli e coinvolge diverse aree dell’Asia centrale. Turpi vizi del patriarcato d’Oriente su cui amministratori e giudici, rigorosamente uomini, chiudono entrambi gli occhi.

Ma che non salvano speculari crimini occidentali, visto che lo schiavismo sessuale in odore di pedofilia continua a prosperare in certe famiglie, in centri di educazione e svago, laici e religiosi. In più l’Italia è fra i sei Paesi della vergogna (quattro europei con Francia, Germania, Regno Unito, due asiatici: Cina e Giappone) detentori del primato mondiale di turismo sessuale. Ed è drammatico venire a sapere, dalle Ong che s’occupano del fenomeno, che fra i tre milioni di clienti nel mondo c’è un ampio numero di ventenni. Le mete sono quelle meso e sud-americane (Santo Domingo, Colombia, Brasile) e asiatiche (Thailandia e Cambogia). Questo mercato della perdizione e dell’abuso sui minori è ampiamente gestito da organizzazioni malavitose locali e internazionali e, anche in tal caso, coinvolge strati della popolazione soggiogati dalla povertà e dai ricatti di gang che dettano legge sul territorio. Spesso nel totale disinteresse e con la collusione degli organismi preposti alla vigilanza e alla legislazione. L’Osservatorio dei diritti, oltre a lanciare una campagna d’informazione e dissuasione, punta a colpire il fenomeno, cercando d’individuare la rete dei viaggiatori pedofili. Ma soprattutto prova a coinvolgere la politica, affinché legiferi e applichi norme che considerino simili comportamenti un crimine contro l’umanità. Quella più debole, dei minori e dei poveri.

Enrico Campofreda

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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