Incerto mondo

Enrico Campofreda

Oltre il mainstream

Senza voler entrare in altri modi di vedere, percepire, descrivere non si capisce niente del mondo”. Lo affermava Ryszardi Kapuściński uno dei grandi narratori geopolitici del globo terracqueo già prima che si globalizzasse. Se teniamo a debita distanza l’attitudine a esaltare anche chi merita, trarremo dalle sue parole una profonda verità. L’insegnamento di un giornalista impegnato a comprendere popoli e nazioni mostrandone le radici. Non solo lavorando con occhi, cervello, muscoli propri, ma proponendo voci, idee, bisogni di chi vive e muore nelle terre descritte. Fra le mille contraddizioni che permangono e s’accrescono.

E’ questa l’essenza d’un mestiere che il polacco-bielorusso, abitante d’ogni latitudine, lascia come eredità ai cittadini del mondo prim’ancora che ai tanti descrittori d’ogni suo angolo. Invertire la rotta, rompere schemi e categorie che fanno dell’informazione internazionale l’altra faccia della politica di quel Risiko che spartisce ricchezze e dispensa domini. L’intento propagandistico è il volto più comune della comunicazione amata dai regimi e da troppe democrazie mascherate. Qui parleremo delle loro insane voglie, ma soprattutto dei sogni di chi desidera altro e lo insegue con la passione degli ideali. 

Enrico Campofreda

19 giugno 2014


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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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