Incerto mondo

Enrico Campofreda

Bibi, la vecchina che ringiovanisce con le bambole

Bibi, la vecchina che ringiovanisce con le bambole

La nonnina delle bambole dice di svegliarsi ogni giorno col cuore colmo d’amore. Lo racconta una delle nipoti che ha girato la storia a una grande testata iraniana. Bibi Hazer Omidvari, ha oggi 91 anni, che non le impediscono di cucire bambole. Quel lavoro, tenere occupate le mani e viva l’attenzione non solo esecutiva ma creativa, l’ha aiutata a superare una precedente fase di tristezza con la mente rivolta sempre al passato.

Ricordi piacevoli e meno belli che le ruotavano attorno, notte e giorno, tanto da essere diventati un’ossessione. I parenti la vedevano triste. Cercavano di stimolarne l’attenzione perché ne temevano un decadimento, nonostante nell’insieme godesse di buona salute. Eppure la vivace Bibi sembrava spegnersi dietro quei pensieri vaganti. Le tracce dei tempi andati, anziché consolarla con la saggezza e il distacco che la veneranda età offre, quasi l’opprimevano. Invece dare forma e anima a Samanbar, la giovinetta di stoffa con lo sguardo intelligente e l’operosa attività di medico che si mette a servizio della comunità di cittadini, ha iniziato a trasferire energia a Bibi. Samabar è diventata una delle sue creazioni preferite.

E l’ha curata assieme alle sorelle di stoffa, tutte nate dalle operose mani d’una donna, anziana solo anagraficamente. Così i familiari di Bibi hanno notato il passaggio da uno stato di torpore in cui la congiunta era caduta, a giornate piene degli stimoli semplici ed efficaci di sentirsi utile per uno scopo. Bibi abita in un’area rurale del sud-ovest iraniano, dove comunque la protezione dei parenti, dell’ambiente e della tradizione non provoca lo straniamento e l’isolamento che i vecchi vivono nelle metropoli e pure nelle città più decentrate.

Ovunque nel mondo. Nel recupero psicologico della nonnina hanno avuto un ruolo centrale figlie e nipoti, l’hanno coadiuvata nel progettare un percorso che desse senso alle sue creazioni. Non bambole di stoffa qualsiasi, ma figure con storie e obiettivi che, come Samabar, si portano dietro consigli e finalità precise. Quella di superare antiche condizioni di cui Bibi è stata testimone, e che sono tuttora un grosso limite per le donne nelle aree rurale, uno su tutti l’analfabetismo. Una persona in queste condizioni è cieca e sorda; è incapace di esprimere le emozioni che pur gli pulsano in petto. Accade ovunque e a ogni età.

Enrico Campofreda

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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