Incerto mondo

Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello

"Siamo tutti dei migranti in cerca del nostro destino" le parole di un professore immigrato nel Delta del Po

“Siamo tutti dei migranti in cerca del nostro destino” le parole di un professore immigrato nel Delta del Po

Giuseppe De Santis è nato a Portocannone (Cb), una comunità arbëreshe del Molise. Oggi vive a Bosco Mesola (Fe) ed è docente di Materie Letterarie nel Polo Tecnico di Adria (Ro). È stato tra i fondatori ed ha diretto Quadernetto, unico esempio di rivista nata in una scuola secondaria superiore che ha potuto usufruire del contributo di collaboratori del calibro… Leggi tutto

Beirut, le tombe per una nuova vita

Beirut, le tombe per una nuova vita

Sarcofagi antropoidi, mummie, affreschi restituiti all’intrinseco splendore e alla visibilità dei visitatori. E’ accaduto nei giorni scorsi a Beirut, dov’è stata inaugurata una nuova ala del Museo Nazionale in cui sono raccolti in esposizione permanente meravigliosi tesori millenari. Alcuni avevano rivisto luce solo nel secolo scorso, come la cosiddetta Tomba di Tiro, ritrovata nel 1937 presso la località di Buri… Leggi tutto

Al-Qassemi, il sultano dell’arte

Al-Qassemi, il sultano dell’arte

Era noto per i commenti a tutto tondo su testate occidentali (Financial Times, The Guardian, The Indipendent) e per aperture agli artisti arabi. Il sultano Sooud Al-Qassemi sembra un alieno agli occhi delle monarchie vicine per geografia politica, interessi di mercato e di borsa che certe libertà di pensiero, seppure nelle enclavi dell’arte, non apprezzano affatto. Lui, invece, prosegue a… Leggi tutto

Salvare i tesori d’arte da fondamentalismo e incuria

Salvare i tesori d’arte da fondamentalismo e incuria

Si ritrovano assieme in un luogo simbolo dell’Impero. Magico e memore esso stesso d’una violenza bruta, addomesticata a gioco crudele di sfide all’ultimo sangue: l’Anfiteatro Flavio. Loro, alcuni tesori di Palmira, che compaiono in una mostra allestita a Roma sino all’11 dicembre, sono feriti e defunti ma lì ricevono il conforto della tecnologia e l’abbraccio di chi sempre li ama…. Leggi tutto

Erdoğan reprime Erdoğan

Erdoğan reprime Erdoğan

Non si tratta d’un gioco di parole, è un’omonimia che, ahilei, non la salva da una repressione severa, copiosa, inquisitoria. Quella in atto nella Turchia del dopo golpe, un golpe tentato e fallito che ha aperto la strada al ripulisti governativo non solo verso i sospettati del colpo di mano: militari infedeli, l’avanguardia armata d’un corposo movimento d’idee e servizi… Leggi tutto

L’Europa agli occhi neo ottomani

L’Europa agli occhi neo ottomani

Se, come sostengono gli avversari di quello che viene definito il regime erdoğaniano, il disegno egemonico del presidente turco non tralascia alcun aspetto della vita nazionale, i recenti rilanci di classici della locale letteratura come Felatun Bey e Rakım Efendi ha l’obiettivo di avvicinare la popolazione ai valori ottomani. Quel romanzo è uno dei più celebri fra i molti realizzati… Leggi tutto

Rifugiati alle Olimpiadi di Rio 2016

Rifugiati alle Olimpiadi, l’unica vittoria è cancellare le cause

Rami, Yusra, Paulo, Yonas, Yiech, James, Anjelina, Rose, Popole, Yolande, dieci vite sottomesse da guerre, oppressioni collettive e individuali, lutti, fame. In Siria, Sud Sudan, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo. Vite riprese in Belgio, Brasile, Germania, Lussemburgo grazie all’ospitalità, grazie al nuoto, all’atletica leggera, al judo. Queste vite arrivano a Rio de Janeiro, XXXI Giochi Olimpici, riunite sotto uno stendardo… Leggi tutto

Profughi siriani, fame d’istruzione

Profughi siriani, fame d’istruzione

Il ministro turco dell’Istruzione in persona, İsmet Yılmaz, ha diffuso la notizia che nell’anno scolastico appena concluso solo 170.000 dei 625.000 giovani siriani in età scolare, presenti nei campi profughi, hanno potuto seguire regolari lezioni nei 380 Centri di Educazione Temporanea, divisi in venti province anatoliche. Una considerazione a metà strada fra abbiamo fatto ciò che abbiamo potuto e l’ammissione… Leggi tutto

Istanbul, l’assedio al paradiso della diversità

Istanbul, l’assedio al paradiso della diversità

“Poiché Istanbul non è mai stata la colonia degli occidentali che la descrissero, disegnarono e filmarono, il fatto che costituisse un materiale esotico per i viaggiatori occidentali non mi disturba né mi rattrista. Anch’io, spinto dallo stesso entusiasmo, trovo esotici questi viaggiatori, le loro paure e i loro sogni nei nostri confronti, e spesso li leggo non per divertirmi, informarmi… Leggi tutto

Nizza, le carni straziate di Promenade des Anglais

Nizza, le carni straziate di Promenade des Anglais

Era la via, anzi la passeggiata, d’un welfare ante litteram. Sette chilometri di strada, dal porto verso ovest, a costeggiare il golfo naturale d’una città solare, comunque mediterranea. Una passeggiata fatta costruire per dar lavoro e far mangiare la gente del posto senz’occupazione costretta a mendicare. Un reverendo inglese, soldi britannici, così nacque Promenade des Anglais, diventata simbolo di villeggiatura… Leggi tutto

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