Incerto mondo

Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

Profughi, la fuga e la solidarietà

C’è un corto circuito assoluto fra la solidarietà di molti e il cinismo crescente attorno ai drammi del mondo. Il tormento di milioni che vagano e muoiono sfuggendo da morti sicure e il desiderio di sicurezza, di esistenza serena e pacifica degli abitanti di comunità, finora, protette. Costoro vedono i primi come assalitori, disinteressandosi degli altrui assalitori: i combattenti di… Leggi tutto

Palmira, l’aurora contro ogni buio

Non ce la fa Palmira a preservarsi dai conquistatori jihadisti, dopo che per giorni il fronte era arrivato fra le sue vestigia, coi seguaci di Al Baghdadi e l’esercito di Asad a combattersi ai bordi dell’area archeologica. Tramite la cittadina-museo i fondamentalisti dello Stato Islamico s’impossessano anche dell’importate via di comunicazione meridionale verso Damasco. La capitale dista circa 200 chilometri…. Leggi tutto

Le città d’arte d’Italia a lutto contro l’Isis

Una Primavera così nera e celata Firenze non la vedeva dal 1944 quando lei, la statua che raffigura la stagione del risveglio della vita, finì stroncata dalle bombe tedesche insieme al ponte di Santa Trinita. Nel dopoguerra accanto al miracolo della ricostruzione ci fu quello del ripescaggio e del restauro delle sculture delle quattro stagioni.   La Primavera, che ha… Leggi tutto

Thailandia, il libro e la lesa maestà

L’uomo ha un nome su cui noi incespichiamo: Udomsak Wattanaworachaiwathin. E’ una persona che s’avvicina alla terza età e fa il libraio a Bangkok. Si è ritrovato una condanna di due anni di detenzione perché un testo messo sul mercato conteneva concetti sovversivi verso la monarchia al potere.   Corona antichissima e assolutista, diventata costituzionale all’inizio degli anni Trenta del… Leggi tutto

Kabul, rispolverare i libri della biblioteca pubblica per ripartire

La notizia è di per sé curiosa e incoraggiante: nella capitale afghana c’è chi pensa a creare un sistema di biblioteche, partendo da quel che è sopravvissuto alle distruzioni. Nella terra delle “missioni di pace” che portano la guerra e dei conflitti etnici per bande, dell’elevatissime mortalità infantile e disoccupazione, dei dieci dollari mensili di reddito pro capite, della persecuzione… Leggi tutto

La libraia di Baghdad

C’è una strada nel cuore di Baghdad – Al Mutanabbi – che come altri angoli della città storica ha conosciuto sangue e dolore. Lì otto anni or sono decine di persone ebbero la vita maciullata da un attentato. In quello spazio della capitale che non vuole smarrire le tracce della propria antichissima civiltà sta rifiorendo ciò che occupazioni e guerre… Leggi tutto

Afghanistan, Malalai Joya, le corazze e la violenza sulle donne

Ha camminato a lungo, giorni fa, per le strade centrali di Kabul. Protetta più che dal burqa da un’armatura che ne difendeva le forme, pur disegnate sul metallo. L’anonima studentessa è stata fotografata e l’immagine è subito rimbalzata da media a media un po’ in tutto il mondo. Non tutti sottolineavano il motivo della protesta: le molestie sessuali, i rapimenti,… Leggi tutto

Mosul, la cultura in fumo e briciole

“La biblioteca di Mosul mi ha reso scrittore. Era in un posto magnifico negli anni Quaranta e Cinquanta: la riva destra del Tigri, presso il ponte Re Ghazi“ racconta l’iracheno Mahmoud Saeed che della narrazione ha fatto una ragione di vita. Accanto all’ultimo scempio operato dai tagliatori di teste dell’Isis, che applicano questa criminale mania alle stesse statue decapitandole e… Leggi tutto

Mosul, bruciare per credere. No al rogo dei libri

Roghi, come nella peggiore tradizione oscurantista e oppressiva. Li hanno subìti migliaia di libri accatastati in strada a Mosul, una delle grandi città controllate dalla scorsa estate dai miliziani dello Stato Islamico, cui non piace che la popolazione legga e s’informi. Detestano l’istruzione e la circolazione d’idee prima ancora di odiare e bollare come blasfeme altre religioni. Vogliono sudditi asserviti,… Leggi tutto

Khama, esempio di storia di sopraffazione di genere introdotta dalle guerre

Il tristissimo caso di Khama è uguale ad altre storie di sopraffazione di genere introdotte dalle guerre. E dalla stessa pace. Certo dove imperversa la violenza, per decenni o per mille e mille anni, queste situazioni si sono ripetute. E’ un tempo fermo e infinito, che assimila stupri e oppressione sessuale a quel mondo maschile incentrato sul potere della forza… Leggi tutto

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