Incerto mondo

Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello

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Mosul, bruciare per credere. No al rogo dei libri

Roghi, come nella peggiore tradizione oscurantista e oppressiva. Li hanno subìti migliaia di libri accatastati in strada a Mosul, una delle grandi città controllate dalla scorsa estate dai miliziani dello Stato Islamico, cui non piace che la popolazione legga e s’informi. Detestano l’istruzione e la circolazione d’idee prima ancora di odiare e bollare come blasfeme altre religioni. Vogliono sudditi asserviti,… Leggi tutto

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Khama, esempio di storia di sopraffazione di genere introdotta dalle guerre

Il tristissimo caso di Khama è uguale ad altre storie di sopraffazione di genere introdotte dalle guerre. E dalla stessa pace. Certo dove imperversa la violenza, per decenni o per mille e mille anni, queste situazioni si sono ripetute. E’ un tempo fermo e infinito, che assimila stupri e oppressione sessuale a quel mondo maschile incentrato sul potere della forza… Leggi tutto

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Peshawar, il trauma, la scuola, l’incerto futuro

E’ una vittoria perché tornano a scuola, contro chi vuole calpestare questo strumento di crescita e trasformarlo in luogo di paura. La divisa verde che li contraddistingue fa più college British che caserma sebbene il luogo, dopo l’attentato della follìa, costato la vita a centoquarantanove fra bambini scolari e giovani studenti, sia controllatissimo e cinto di filo spinato. Un secondo… Leggi tutto

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Peshawar-Waziristan, il nostro sangue quotidiano

Quanto sangue e morte avevano conosciuto i bambini e ragazzi di Peshawar prima di diventare vittime loro stessi del terrore che vaga in quella terra? Non lo sapremo mai da chi non può più offrire voce a tanto dolore. Forse, se mai riuscirà a farlo, ce lo narrerà qualcuno fra i sopravvissuti. L’attacco crudele ai figli dei militari pakistani è… Leggi tutto

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Uomini: John e Samir

Uno è Samir Naji, yemenita. Accusato d’aver servito Osama Bin Laden e per questo rinchiuso per anni nel super lager di Guantanamo Bay. E lì “trattato” sostiene l’altro, lo statunitense John Brennan direttore della Cia. Vite indirettamente incrociate nell’angolo nero dell’isola cubana dove certe pratiche sono diventate scuola di rinnovata coercizione. Naji racconta i “trattamenti”: decine di particolari che sanno… Leggi tutto

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Soheila, il passero di Kabul

Quella di Soheila è storia dolce e drammaticamente vera. La narra il documentario “To kill a sparrow” del Center Investigative Reporting che ha avvicinato la ragazza dopo la sua liberazione da due prigionìe: dal carcere di Kabul dov’era rinchiusa e dal marito da cui scappava. In realtà la fuga maggiore Soheila la compie – come tante donne afghane – dai… Leggi tutto

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La ”Grande Guerra”, il coraggio, i prati

E’ stata Guerra ed è stata Grande, così l’hanno definita per i numeri: fra i sedici e i venti milioni di morti. Ammazzati e crepati. Nove di qua, sette di là e tre milioni che non si sa di chi fossero. Alla fine della conta non importava più, tanto di nomi con cui infarcire lapidi ce n’era un’infinità. E degli… Leggi tutto

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Scuole Opawc, tra paura di mostrarsi e orgoglio d’imparare

Quando l’occhio meccanico appare e si rivela le giovani, impaurite, girano la faccia verso il muro. Svicolano, quasi fuggono. Infine i volti scompaiono dietro i veli multicolori. Non vogliono farsi fotografare. A nulla valgono le rassicurazioni dell’insegnante: mai e poi mai le immagini appariranno sui giornali locali. “Sono terrorizzate perché in tante vengono qui senza che padri o mariti lo… Leggi tutto

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Afceco, l’importanza dell’istruzione per ritrovare l’ottimismo della vita

Andeisha Farid, fondatrice e presidente dell’associazione Afceco, gestisce assieme al marito Jamshid e ad alcune volontarie due orfanotrofi. Uno è maschile (ne abbiamo parlato qualche giorno addietro in questo articolo), l’altro femminile. Le strutture offrono vitto, alloggio, sostegno e istruzione a giovani sino a diciannove anni d’età rimasti senza nessuno al mondo. Siamo a Kabul in Afghanistan, dove la comunità… Leggi tutto

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Afceco di Kabul, l’istruzione contro l’abbandono

I ragazzi di Kabul conoscono l’acronimo Afceco. Magari non tutti lo decriptano in Afghan Child Education and Care Organization, ma sanno che in quella palazzina a tre piani, lungo una via polverosa o fangosa della periferia, si prendono cura di chi non ha neppure un parente che possa aiutarlo. Gli orfani sono una piaga di quel Paese da tredici anni… Leggi tutto

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