Incerto mondo

Enrico Campofreda

Uno, due, duecento “Favolesvelte”

Uno, due, duecento "Favolesvelte"

Leggere le Favolesvelte di Valeria Bianchi Mian, pubblicate da Golem Edizioni, è come entrare in uno speciale caleidoscopio. Non bisogna temere trucchi e perdite di dimensione, la realtà esiste, eccome, non è sempre bella e viene esaminata da molte angolature. Agli specchi s’aggiungono lenti che mettono a fuoco il grande orizzonte e i minuti particolari per arricchire la visuale del pubblico. Il titolo è di per sé attraente, alle favole che sono storie vere e romanzate, s’attacca l’aggettivo capace di trascinarle e renderle razzenti. Sono fruibili in ogni maniera: chi le divora una via l’altra, folgorato dal bel circo presente; chi resta ipnotizzato, e le centellina piano, come fanno i bimbi con le caramelle preferite, gustate lentamente perché ce ne sia sempre una e dopo quella il palato goda del retrogusto.

Dalla rima alla prosa l’autrice fotografa persone vere e sogni, coltiva fantasie e insegue emozioni. Seziona l’anima e interpreta i pensieri di chi interpreta la vita e di chi la percorre fra gioie, angosce, paranoie. Se il lettore comprende e si ritrova, il gesto della dura fatica di scriba non è fine a se stesso né rivolto al proprio io. Poiché la funzione della scrittura, oltre a seguire passioni incamminate sull’inchiostro, non può rimanere nel recinto dell’incomprensione dell’anima prima che delle parole. La scrittura deve volare, volare fra persone e tempo. E in queste pagine, che non sono di genere e per un genere, il miracolo avviene perché a ogni passo si respira cielo e terra.

Del suo progetto Bianchi Mian racconta che è nato “Come sperimentazione artistica e letteraria on line sotto forma di blog nel 2014. Si è trattato d’un gioco creativo, una sorta d’evoluzione dell’anima. Giocando ho voluto dire il mondo al mondo in ogni sfumatura, narrando il quotidiano e la natura, i luoghi onirici, il desiderio la saggezza degli alchimisti”. Woooww!!! Avrete capito, che ci siamo dentro fino al collo, bambini e bambini cresciuti, genitori e insegnanti, savi, stolti, buoni e cattivi nessuno può nascondersi dietro a un dito e, dunque, a grandi linee si ritrova in primo piano, sugli spalti o passando qua e là nelle strade che inseguono amore, evoluzione, intrecci oscuri e fattacci neri che sono le quattro sezioni in cui la penna dell’autrice colloca le sue creature.

Immagino siate curiosi. Eccovi allora qualche esempio. Qual è l’idea che il mondo ha del corpo delle donne? (le tette dei bambini, il bel culo nei pensieri del vegliardo passante), le sensazioni che vengono a galla nel rapporto con la famiglia d’origine (la nonna ballerina, la mamma fata in cucina). E se ci s’innamora? quando perdesti la testa per me, gettai lontano la mia e andiamo in giro con il cielo al collo… E se si viene “tacchinate”? ciao bella, sei uno schianto. Lasciami stare gridò lei se non vuoi trovarti il braccio rotto. Capito cosa si rischia?

Ma non temete c’è tanto lirismo che prende quota con Vega, sorella luminosa che sfila in cielo da maggio a settembre. Non lo sapevamo, e ora sì: fra tredicimila e settecento anni – rumenta permettendo – questa stella diventerà sovrana del Nord e noi, che ci siamo appoggiati alla Polare, torneremo a farci orientare unicamente dalla sovrana stella. Quindi chiudete gli occhi: arriva il colore e tutto diventa arte. Col blu di Prussia, miscela di ferro cianuro, un mix intenso che può essere associato alla malinconìa. Abbinato al rosso vivo è un tonico stimolante, perché blu e rosso vanno in coppia, come i cavalli nei tarocchi marsigliesi. E non finisce: fra i testi si materializzano disegni che lasciano il segno. Un connubio d’arte azzeccatissimo da gustare.

Enrico Campofreda

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Commenti
  • Valeria Bianchi Mian

    Bellissima sorpresa! La fotografia dell’autrice come “volpe” di Pinocchio è di Maurizio Puato. http://www.mauriziopuato.it

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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