Incerto mondo

Enrico Campofreda

Palmira, nessuno tutela la Storia

Palmira, nessuno tutela la Storia

Non si difendono le vite umane, figurarsi le pietre. Nonostante siano sassi che hanno fatto la Storia, come i siti dove sorgono: Tadmor, già passaggio commerciale in epoca assira, diventata Palmira in età greca e romana. Così le vestigia imperiali della facciata del teatro sono finite in polvere assieme al Tetrapilo, quattro gruppi di quattro colonne ciascuno del periodo di Diocleziano (seppure gli archeologi precisano che solo una di esse fosse originale). Tutto triturato per vendetta dai miliziani dell’Isis. E’ accaduto a fine dicembre quando il gruppo jihadista ha riconquistato i luoghi, senza doversi impegnare in grandi combattimenti perché il presidio, tenuto dalle truppe pro Asad, non ha profuso la stessa foga bellica mostrata nel conquistare Aleppo est.

Palmira era stata liberata nel marzo 2016 grazie ad attacchi condotti via aria dai russi e terrestre a opera degli Hezbollah libanesi. Le truppe siriane erano subentrate sulla scia di quell’offensiva. Dopo l’enfasi con cui Putin in persona aveva voluto sottolineare l’evento, propagandandolo come un primo passo per la sconfitta del Daesh, e aveva chiamato a celebrarlo l’orchestra dell’Armata Rossa proprio sotto la quinta teatrale ora distrutta dalle bombe jihadiste, il sito archeologico avrebbe meritato una prevenzione che non ha avuto. I militari di Asad hanno deciso di non rischiare la pelle per la memoria storica e hanno ceduto il passo a coloro che altrove vengono inseguiti e cacciati per quei crudeli tagliagole che sono.

Le pietre non sono ritenute importanti dai lealisti siriani, come dall’intera coalizione anti Isis concentrata su altri fronti. Palmira aveva già visto alcune sue impronte frantumate, sempre dalla mano di chi divide la propria opera fra lo scempio devastatore e il furto di reperti da collocare nel mercato nero dell’arte per trarne finanziamenti. Il luogo era anche stato insanguinato nella maniera più truculenta, quando nell’agosto 2015 il decano degli archeologi di zona, Khaled Assad, venne decapitato. Dell’assassinio, purtroppo, ne avevamo già parlato in questo post. Le disgrazie di Palmira sembrano perdurare nel tempo, anche perché soluzioni per le crisi siriana e irachena paiono offuscate all’orizzonte.

Enrico Campofreda

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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