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Enrico Campofreda

Palestina: il lutto della Nakba, la lotta dei prigionieri politici

Palestina: il lutto della Nakba, la lotta dei prigionieri politici

Ai quasi settant’anni di Nakba del popolo palestinese s’accompagnano trentotto anni di scioperi della fame dei detenuti politici nelle prigioni d’Israele e in quelle predisposte nei Territori Occupati. Un percorso di resistenza che parte dal 1969. Quell’anno, nel mese di febbraio, i reclusi delle carceri di Ramle e Kfar Yona usarono per 11 giorni tale strumento rivendicando cibo migliore e più abbondante e chiedendo di ripristinare il diritto di scrittura. Un anno dopo fu la volta della prigione femminile di Neve Tirza: 8 giorni di sciopero per richiedere celle più ampie e ventilate e la possibilità di ottenere farmaci nell’infermeria interna. Nel luglio 1970  sciopero della fame nella prigione di Asqalan che registrò la prima vittima: Abu al-Fahm, morto per l’inserimento di una sonda nasale da parte del personale carcerario che voleva nutrirlo forzatamente. Nei giorni di mobilitazione nessuna richiesta venne accettata.

Un lunghissimo sciopero (45 giorni) fu indetto nel gennaio 1977 sempre ad Asqalan, si volevano migliori condizioni di vita e cibo accettabile. Dopo un primo assenso le autorità carcerarie azzerano ogni miglioria. Nel luglio 1980 a Nafha, in prossimità di una zona desertica, i prigionieri rifiutarono di stazionare in luride microcelle senz’aria dove ricevevano cibo marcio. I giorni di lotta furono 32 e si ebbero due nuove vittime da nutrizione forzata: Rasem Halawah e Ali Jafari. Nell’ottobre 1984 il carcere di Juneid assistette a un mega sciopero con 800 persone in lotta sempre per migliorare la situazione carceraria, nel mirino: celle superaffollate con ventilazione assente e mancanza di permesso di lettura. In piena prima Intifada – nel marzo 1987 – più di 3000 detenuti palestinesi aderirono alla mobilitazione che ebbe il fulcro nello sciopero della fame attuato in carceri di varie località della Palestina storica, durata 20 giorni.

Si ripetè nell’ottobre 1992: altro sciopero di massa dei prigionieri che, seguendo le direttive dell’Olp, richiedevano cucine di ardesia nelle celle e incremento delle visite familiari. Nel 2000, poco prima della Seconda Intifada, si registrarono 29 giorni di lotta in molte carceri per far rivedere la nuova normativa d’incontrare i familiari solo dietro barriere di vetro. Nel 2004 oltre 4000 prigionieri domandavano accesso alle telefonate e la rimozione dei vetri durante i colloqui coi familiari. La risposta del ministero israeliano fu durissima: vennero vietati giornali, rimossi libri, abolite sigarette e bloccate le visite dei parenti. Nel settembre 2011 i detenuti del Fronte di Liberazione della Palestina scioperarono per 22 giorni. Rivendicavano la fine dell’isolamento per il proprio segretario Ahmad Saadat e il ripristino del permesso di leggere libri e giornali.

Nel maggio 2012 in varie galere oltre 2000 detenuti scioperarono per 28 giorni chiedendo la fine della detenzione amministrativa, dell’isolamento punitivo, della negazione delle visite parenti. Israele prima accettò, poi non mantenne le promesse. Dall’aprile 2014 per 63 giornate 290 detenuti di varie strutture carcerarie iniziarono una protesta per ottenere il processo o la liberazione, 70 di loro vennero ricoverati per gravi condizioni di salute. Dallo scorso aprile, sotto la spinta del leader di Fatah Marwan Barghouti, 1500 reclusi di diverse prigioni rilanciano un altro sciopero per ottenere il permesso di comunicare (anche telefonicamente) coi familiari di primo e secondo grado, incrementare la frequenza e la durata delle visite, permettere di ricevere foto dei parenti. Finora le autorità si sono rifiutate di patteggiare.

Enrico Campofreda

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello

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