Incerto mondo

Enrico Campofreda

Nablus, tuffarsi nella lettura

Nablus, tuffarsi nella lettura

Sei minuti di lettura all’anno sono pochi per chiunque, figurarsi per ragazzi e studenti. Purtroppo questa era la media che risultava da una ricerca compiuta nei Paesi arabi sei anni addietro. Contro i dodicimila minuti dei coetanei occidentali. Allora un gruppo d’insegnanti dell’istituto denominato “Avanguardia della speranza”, a Nablus nei Territori palestinesi occupati, ha lanciato un modulo che proponeva agli allievi la lettura utilizzando un coinvolgente divertimento. L’interesse è cresciuto, sono scaturiti sensibili miglioramenti ed è arrivata addirittura la vittoria in un concorso a premi: l’istituto ha ottenuto un milione di dollari messo in palio dal premier degli Emirati Arabi Uniti per un concorso denominato “Sfida di lettura in lingua araba”. La scuola di Nablus, rappresentata da bambine e bambini dai 4 ai 10 anni e da ragazze dai 10 ai 18 anni che si sono misurati coi coetanei di altre nazioni arabe, s’è piazzata in testa alla graduatoria per la gioia delle proprie maestre che hanno ricevuto una tripla soddisfazione.

Primo: smussare quel vuoto d’interazione dei giovani con la parola scritta e con la carta stampata. Secondo: vincere il confronto con istituti di Paesi arabi economicamente e politicamente più forti e stabili. Terzo: ottenere fondi da investire per creare una o più biblioteche nelle scuole dei Territori di Nablus e dintorni. In simili strutture il corpo insegnante ora può introdurre anche la costosa tecnologia (pc, tablet) utile per quella multimedialità, scontata in ambienti danarosi, non nei luoghi posti sotto occupazione militare e politica. Le docenti spiegano che gli inziali scaffali della precedente biblioteca scolastica, che sperano di ampliare sul fronte logistico e della copiosità dei volumi, raccoglievano sia novelle in arabo sia testi in inglese. Ma alle maestre non bastavano. E allora hanno disposto un variegato fronte di ricerca di testi utili che spaziano nella conoscenza, con un cospicuo inserimento di volumi a trattazione scientifica e matematica. Anche questi servono alla lettura ma aiutano l’approfondimento di altri temi. Affermano le maestre: “Specie per i più piccini una ventina di minuti di lettura e dizione risultano indispensabili per padroneggiare la lingua, madre oppure straniera. Il confronto con la scrittura è un ulteriore passo.

 Stare un periodo di tempo a contatto con qualsiasi testo abitua a padroneggiare il linguaggio e l’attenzione attraverso un’esposizione corretta e in una precisa comprensione. In più rivolgere quest’esercizio a testi scientifici mette in correlazione lettura e meditazione sulla materia. Ovviamente ciò vale anche per un racconto, ma questo stadio è più scontato, mentre i libri scientifici, anche di base, presuppongono un ulteriore impegno. Se il bambino impara a connettersi al testo, giunge il miracolo del tuffo nel libro”. Nuotare fra parole e argomenti diventa un miracolo. Naturale. Seppure nella Terrasanta ciò che è normale diventa difficilissimo da conseguire, perché l’esercito di un popolo soggioga l’esistenza d’un altro popolo, in ogni cosa. Eppure le insegnanti non si perdono d’animo, sanno che la via della liberazione passa per l’istruzione che insieme alla conoscenza creano la formidabile arma della volontà.

Enrico Campofreda

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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