Incerto mondo

Enrico Campofreda

Le stelle della morte

Le stelle della morte

Esce anche in Italia un romanzo che mette il dito nella piaga di certo terrorismo islamico, “Les étoiles de Sisi Moumen” di Mahi Binebine, edito nel 2010. Da noi s’intitola “Il grande salto”, lo pubblica Rizzoli. Parla dei kamikaze che si fecero saltare in aria negli attentati di Casablanca del maggio 2003, morendo e seminando morte. Erano loro le stelle della bidonville di Sidi Moumen, un ghetto nei ghetti poveri della capitale marocchina, dove i giovani che scelsero di diventare kamikaze erano nati e sarebbero invecchiati in una società che non ammette trasformazioni perché la monarchia dominante vive nell’agio e nella corruzione e perpetua questa distinzione e immobilità sociale pure nel segno dell’Islam.

E un altro Islam rapisce le speranze e i desideri di quei ragazzi, li forgia indirizzandoli verso un’identità fino a quel momento inesistente perché ridotta a semplice sudditanza del potere. Il passo dalla liberazione da marginalità e umiliazioni alla rivendicazione che sfocia nel jihadismo degli attentati terroristici è breve e diventa un tutt’uno con essi. Quei ragazzi erano stanchi di stenti e immondizia, di fango, topi, stracci che ne umiliavano l’esistenza prima di stracciarla. Così decidono di lacerarsela da sé per un ideale, seminando morte fra chi fa la bella vita nei lussuosi hotel non lontani dal proprio inferno.

Binebine apprende tutto ciò parlando con alcuni familiari dei dodici giovani kamikaze e frequentando il luogo dove la gente continua a sopravvivere in baracche di compensato col tetto ricoperto di bandoni ondulati. Trova, dunque, una motivazione prevalentemente sociale alle esplosioni suicide e omicide, frutto, secondo molti commentatori, di rabbia mal convogliata e strumentalizzata dal fondamentalismo islamico, argomenti che all’autore non bastano. Il disagio sopravvive alle cariche esplosive e ai problemi irrisolti, fomentando un serbatoio costituito da bambini cui il sistema e l’antisistema continuano a rubare presente e futuro.

Enrico Campofreda

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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