Incerto mondo

Enrico Campofreda

Israele, l’assassinio dei calciofili

S’illudeva chi pensava che il Fun Time Beach Cafe di Khan Younis potesse salvarsi dalla missione di punizione e morte che da quattro giorni Israele dispensa a uomini, donne, vecchi e bambini della Striscia di Gaza. Il massacro di palestinesi, amanti del pallone e dei Mondiali di calcio, o semplicemente calamitati sull’unico svago che gli tamponasse il dolore di rinnovate oppressioni s’è consumato nella notte di mercoledì, quando gli occhi dei calciofili erano puntati sul televisore sintonizzato sul noioso match fra Olanda e Argentina. Il martellamento aereo del sedicente ‘Bordo protettivo’ era già in atto, la morte riprendeva le sembianze purtroppo note a chi vive nei seviziati quaranta chilometri di galera da cui non si parte e non s’arriva. Si sta. Per veder morire figli e fratelli quando il vicino carceriere decide ch’è ora di ridare fiato al proprio bisogno di “sicurezza”. Ora Kamal Sawali, seduto su sellino d’un bulldozer cerca i corpi dei parenti Hamdi e Ibhraim rimuovendo sabbia, ferraglia contorta del chiosco, e tavolacci su cui sedevano decine d’improvvisati telespettatori, compresi quei ragazzi speranzosi di gustare qualche giocata di Messi.

Sui loro corpi è planato il siluro che una nave della marina israeliana ha sparato, mirando alle fioche luci delle baracche ospitanti il raduno sportivo. Il portavoce militare d’Israele, colonnello Peter Lerner, afferma che loro – gli sparatori – non avvertono i terroristi. Seguendo il premier Netanyahu, per Lerner è terrorista ogni cosa che muove nella Striscia, visto che quanto è stato distrutto in maniera “selettiva” in quattro giorni di fuoco continuato erano obiettivi militari. Oltre alle case di militanti di Hamas spianate, come costume dell’Israeli Defence Force, coi familiari dentro, e con esse la stessa abitazione d’un rappresentante di Fatah, gli obiettivi ai quali i caccia di Tel Aviv mirano sono di fatto generalizzati. Come già accadde con ‘Piombo Fuso’ e ‘Pilastro della Difesa’ si dichiara  di colpire covi di terroristi e si spara nel mucchio. Si cancellano i già poveri e difficoltosi servizi – porto, distributore di carburante, ospedale ch’è eufemistico definire tali –. Soprattutto s’uccidono palestinesi, perseguendo la stessa linea dell’odio che ipocritamente la leadership d’Israele censura ai coloni oltransisti. E’ il modello della democrazia sionista.

Enrico Campofreda

11 luglio 2014

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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