Incerto mondo

Enrico Campofreda

Il piccolo indiano a difesa del libero pensiero

Il piccolo indiano a difesa del libero pensiero

Lui è un piccolo indiano, ed è solo, differentemente dal titolo del noto romanzo di Agatha Christie. I delitti che denuncia riguardano l’establishment della sua terra, la grande madre India, che vede stuprata dalla corruzione. Areem Trivedi ha ventinove anni e una passione per il disegno e l’etica, vuole che le cariche pubbliche ricoperte da politici e burocrati estirpino il male oscuro degli intrighi affaristici che depredano il Paese dove tuttora esistono sacche di povertà che riguardano centinaia di milioni di esseri viventi. Dal 2011, in appoggio all’azione dell’attivista Kisan Hazare che si batte contro la corruzione politica presente nel grande Paese asiatico, Areem ha fondato un sito denominato “Cartoni animati contro la corruzione” prendendo di mira casi noti di malaffare.

Per questo ha subito denunce da parte del Crime Branch di Mumbai che l’accusava dei disegni diffamatori e sprezzanti contro la madrepatria e insulto al Parlamento. Il sito è stato oscurato, Areem fermato e arrestato. Sebbene del suo caso si siano interessate associazioni dei diritti e strutture professionali come Reporters sans frontières, che come per altri vignettisti perseguitati dai governi individuavano un attacco alla libertà di espressione (prima che di satira) di Aseem, lui ha conosciuto galera e repressione. Con l’arresto del settembre 2012 ha incamerato anche l’accusa di sedizione, ha comunque, riacquistato la libertà e prosegue la mobilitazione. Dal 2014 l’avvento al governo dell’ultra nazionalista di Narendra Modi ha inasprito una situazione interna già tesa e l’indomito vignettista ha incrementato le sue invettive.

Intervenendo in un recente convegno, tenutosi a Roma, sulla difesa dei diritti umani ha dichiarato: “Come tanti Paesi nel mondo anche la mia terra vive un periodo oscurantista. L’India passa dagli insegnamenti di Gandhi a quelli di Hitler. Sotto il premier Modi chiunque critica il governo viene accusato di essere contro la nazione e di foraggiare il Pakistan. Nel nome del nazionalismo si cerca di reprimere ogni dissenso. L’arte può offrire un enorme contributo a difesa dei diritti umani. Come sosteneva Eco bisogna lottare contro il fascismo nascosto in ogni modo e in ogni circostanza. Inizialmente ero solo un vignettista, continuo a esserlo, ma sono diventato un’attivista della libertà di pensiero che occorre difendere sempre, ovunque e da chiunque dovesse essere attaccata”.      

Enrico Campofreda

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

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