Incerto mondo

Enrico Campofreda

Egitto: la tomba del prete, il turismo e il terrorismo

Egitto: la tomba del prete, il turismo e il terrorismo

Sepolti e intatti per 4.400 anni. La recente scoperta compiuta in una zona notissima, come l’area sepolcrale di Saqqara a sud del Cairo, resta unica nel suo genere. Così l’ha definita il gruppo archeologico autore del ritrovamento. Ma al di là di quella che potrebbe apparire come un’autocelebrazione d’una campagna di scavi, la tomba, già denominata del ‘sacerdote reale’,  risulta nel suo genere davvero straordinaria. Pur trovandosi in un luogo battuto dagli archeologi da almeno due secoli, appare intatta. E’ stata aperta e indagata per la prima volta dopo millenni. Le mura sono arricchite da geroglifici e statue di faraoni, assieme a quella d’un sacerdote e della sua famiglia che risultano tanto celebrati da far pensare a una sepoltura regale. L’Intendenza archeologica egizia ha dato ampio risalto alla notizia, diffusa due settimane fa. Dal gennaio 2011, scoppio delle contestazioni contro Mubarak che ne provocarono la caduta dalla carica presidenziale, anno dopo anno i flussi turistici sono venuti meno al Cairo, Luxor e altrove. Gli stessi resort sul Mar Rosso e siti storico-archeologici notissimi, come l’area delle piramidi e della celebre Sfinge a Giza, avevano registrato un drastico calo di presenze.

Il timore di attentati, peraltro avvenuti in varie località e nella stessa capitale, hanno incrementato per anni l’allontanamento di visitatori da luoghi pur carichi di fascino. Ora, mentre si prospettava una fase di ripresa di quella che resta la seconda risorsa economica egiziana, a ridosso del Natale proprio a Giza s’è consumato un nuovo agguato di cui son rimaste vittime alcuni visitatori vietnamiti. Ma frequentare quei luoghi carichi di Storia, sapendo che il cadavere martoriato di Giulio Regeni è stato rinvenuto proprio in un tratto dell’autostrada che dal Cairo conduce verso le celebrate piramidi di Cheope, Chefren, Micerino, deve far riflettere. Se la necropoli, viene trasformata in attuale area di morte dove gettare nella polvere uno spirito libero come quello del ricercatore friulano, i turisti dovrebbero chiedersi che Paese è l’odierno Egitto. Mentre gli egiziani non possono non interrogarsi sul secondo male che, assieme al fondamentalismo jihadista, affligge la nazione. E’ il terrorismo di Stato attuato dalla dittatura militare, responsabile dell’omicidio Regeni e di migliaia di altri tragici assassini. Compresi quelli di quaranta presunti terroristi uccisi per vendicare l’ultima strage, gente che potrebbe risultare estranea a questo crimine.

Enrico Campofreda

© Riproduzione Riservata
Tags
Commenti

Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello – Leggeri e pungenti, 2017, Lorusso Editore, Roma.

Utenti online