Incerto mondo

Enrico Campofreda

Anno santo, il cammino di vari pellegrini

Anno santo, il cammino di vari pellegrini

Guardiamo questi piedi, il procedere scalzo di chi nel desiderio di andare ha smarrito anche i calzari. Oppure li ha gettati nei trasbordi fra terra e mare, per non scivolare dai barconi, per muoversi in acqua senza affondare. Un passaggio che sfiora la morte; faticoso, incertissimo, vissuto fra dolore e speranza. Un passaggio che dura mesi e anni con una meta che sembra irraggiungibile, con alcuni amici e figli crepati per via. Se non camminassero su una lingua di bitume, se il cotone di Genua fosse più antico potrebbero retrodatarsi sino al Medioevo, quando certi percorsi diventavano sacri ai pellegrini della Francigena.

Fra la migrazione per fame e quella per fede la seconda potrebbe essere un diversivo se in taluni casi non fosse anche l’unica possibilità di salvezza per il corpo e per l’anima. Perché la fede, l’etnìa, le idee sono tornate a essere oggetto di persecuzione e tanti sono i migranti richiedenti aiuto e rifugio. Appaiono smunti, laceri, sofferenti come tanti pellegrini dei secoli andati, che dopo migliaia di chilometri s’accampavano presso la soglia di Pietro senza avere l’obolo per acquistare alcuna indulgenza. A loro bastava partecipare a una speranza di vita, come fa ora quest’umanità in fuga in cerca d’un angolo di Paradiso sulla Terra.

Di fronte al rito in cui s’è trasformato l’Anno Santo, per precise responsabilità ecclesiastiche e gerarchiche, già contrasta, e contrasterà ancor più, il cammino di chi s’avvia alla festa della Cristianità col passo del turista. Potrà anche venire da Compostela, faticare per migliaia di chilometri, ma avrà un altro sudore. Gli mancheranno quegli ormoni che la paura e l’incertezza riservano a quest’altri viandanti. Più vicini, più simili ai francigeni dei secoli passati, non solo nei panni laceri ma nella ricerca di un’identità che la moderna società riserva. Riserva, comunque a tutti, e forse qui le diverse provenienze ed esperienze potrebbero incontrarsi e ritrovarsi. Se il pellegrino ungherese non respingerà quello siriano.

Enrico Campofreda

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Commenti
  • Massimo Clementi

    Ma siete proprio fuori del significato vero! Non avete capito nulla. Letteralmente questo è il significato vero: “ridi, ridi che tua madre ha la gonorrea perchè fa la puttana”.
    Gli gnocchi rappresentano le perdite giallastre vaginali. La vostra spiegazione non ha senso

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Enrico Campofreda

Giornalista. Dal 1985 al 2000 ha scritto di sport su: Paese Sera, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giornale, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport. Dal 2006 al 2011 di politica sociale ed estera su Il Manifesto e Terra. Attualmente scrive di politica estera per alcuni quotidiani online. Ha pubblicato: – L’urlo e il sorriso, 2007, Di Salvo, Napoli – Hépou moi, 2010, ABao AQu, Rovigo – Diario di una primavera incompiuta, 2012, ABao AQu, Rovigo – Afghanistan fuori dall’Afghanistan, 2013, Poiesis, Alberobello

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